Seduto accanto al giorno,
c'era un vecchio che non conoscevo.
Il volto era piegato a fare ombra.
In grembo le mani si muovevano
per parlare una lingua da imparare.
Ero stupito dalla luce sui capelli.
Rapito dalle parole di quelle mani.
Attraversai la strada che ci separava.
Alzò la testa per misurare il mio tempo
e spiegò al suo ch'era importante attendere.
Seduto accanto al giorno,
quel vecchio tirò fuori parole dalle mani che mai avevo udito.
Attraversai la strada mentre parlava di me,
del mio passo, la mia andatura, il mio collo rigido,
dei miei sospetti e la mia fantasia.
Sospirò per una torta di mele di cui non capivo la storia.
Parlò delle cose che aveva lasciato
per non aver saputo parlare con le mani in gioventù e
delle donne che aveva perduto per il suo passo troppo fiero.
Ora aspettava in umiltà accanto ad un giorno qualunque,
senza conoscerne il nome, il colore, il numero, l'odore.
Aspettava per vedermi attraversare.
Quando fui vicino a lui,
la sua ombra divenne mia.
Attraversai gli occhi calmo,
sicuro di ritrovarmi tra le sue mani.
(maurizio simmini)