L'urlo silenzioso del destino
Un’immagine densa e veloce,
un rapido viaggio nel tempo lontano,
un senso di pace nell’anima inquieta.
Da qui dimensioni diverse mi assalgono vive,
il corpo riflette la voglia di fuga,
il viaggio di sempre riprende vigore,
mi toglie le forze, mi acceca la vista,
paura violenta di essere nulla,
gioia indecisa di essere l’anima.
Tutto si muove con invisibili fili,
un destino si compie, inesorabile e lento,
il prezzo che pago è sempre più alto,
la meta fumosa, lontana e irreale.
Tutto si muove, programmato da sempre,
il destino ci uccide dentro,
alitando sul mondo, succhiando la vita,
cambiando improvvisamente le strade,
strade tracciate eppur sempre nuove.
L’illusione ci guida, il tempo ci inganna,
gli occhi di lacrime fissano il lungo cammino,
ostacoli alti ci sbarrano il passo,
un passo indeciso, lento e mortale.
E un bimbo impaurito piange in silenzio,
solo e sperduto, in un mondo cattivo,
un mondo che distrugge la voglia d’amore,
l’amore che vola imprendibile nello spazio infinito.
Comincia da un fiore, dal verde dell’erba
il viaggio che spinge l’anima in sé
anima ferita e delusa, in cerca d’amore,
l’amore che vibra su altre frequenze.
E se questa pagina finisce per sempre,
il viaggio continua sulla strada ruvida e impervia,
la corsa riprende col vuoto nel cuore,
quel vuoto che una speranza dura a morire
vorrà comunque sempre riempire.
(giovambattista chieti)
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