Il tempo incrina
i miei desideri
che sciolgono impunemente
speranze acerbe
come fiori di cristallo
inodore commoventi
indeboliti
dall’apparenza
così belli così finti.
Io mi ricordo
come morte al passo
si giravano gli eventi guardandomi
in faccia
o i piedi
e Nulla traspariva infecondo
e pullulavano
di paure sospette
di bimbo deviato le feste
di ogni giorno.
Io mi ricordo
quando morte al passo
ludicamente incontravo fantasmi
narranti fiabe sporche
suggellate da forte
salvezza erotica-eroica
e il respiro pregno
abortiva vita
saldo & durevole
nessuno de’ miei
io
meditava
UNA COSI’ DISTESA PESANTE ESISTENZA.
Sebbene il tempo
frustandomi
di vecchiezze
pochezze e
sciocchezze
abbia tentato di educare il mio corpo-mente
alla rassegnazione
Sebbene appare finanche ch’abbia ceduto
alle cose che si succedono e incalzano
sebbene voi impiccioni
m’abbiate intriso di cure
ossessive attraverso parole
pazze impuzzate di
calunnia
e sebbene un torpore gocciolante
percuote con lentezza andante
le porte della scatola grigia
martellando come idea fissa
il mio gesto
insistentemente diverso
e finale,
la mia follia non disdegna
esibizioni in pubblico
e mi trascina verso un’avventura
non pilotata
e vergine,
ridacchiando con mordace cattiveria,
esasperando ogni bisogno
e deflagrando
in un mondo d’ovatta
verso una magna implosione
cosicchè infine
io mi possa inghiottire.
(m.a.p.)
libreria
home page