Il primogenito
 

Sono primogenito.

Porto addosso le aspettative di tutti per chi è stato investito di ciò.

Non sono mai stato un fratello grande con mio fratello, ma lui ha fatto di me il suo fratello grande.

Per la famiglia allargata a tutti i miei parenti sono il primogenito ma io ho sempre cercato il fratello grande, l'ho cercato sempre!

Ho trovato altro e i miei parenti tutti mi vestono  di questo.
 
Nel 1968, avevo 6 anni.

Mio padre era stato trasferito, su sua richiesta e sua aspirazione, in un paese TRANQUILLO a comandare una stazione TRANQUILLA.

La sua piccola famiglia lo seguì.

Mi trovai all'improvviso in un altro secolo, o in un altro continente o forse un pianeta ancora più antico.

Quell'anno misi piede sulla luna insieme ad una televisione in bianco e nero e due giornalisti emozionati che bisticciavano sul momento.

Quell'anno mi ritrovai a dover fare il fratello grande su incarico della mamma e su aspirazione di mio padre.

E io non avevo con me la zia Pina, le cuginette piccole e Gregorio cugino coetaneo, maschio,  che  aspirava al titolo e costringeva a battermi per essere Il fratello Grande.

Non c'era mia nonna a dirmi senza parole che ero io a chiamarmi Giovanni come il nonno e che io ero il nipote preferito.

Nonna Lucia non l'ha mai detto, non a parole, l'ha negato davanti a "tutti i nipoti sono uguali" ma io ero Giovanni come suo marito, morto pochi giorni prima che nascessi.

Mi avevano destinato il nome di Eugenio il padre di mio padre come prassi del vero primogenito.

Ma mi hanno chiamato Giovanni e con questo nome sono stato il preferito di cento e più parenti affettuosi.
 
Nel 1968, avevo 6 anni e mio padre era stato trasferito, su sua richiesta e sua aspirazione, a Specchia Prete nel Capo di Leuca a comandare la stazione dei Carabinieri li dove la terra finisce.

Il mio secondo primo giorno di scuola era di maggio, in una scuola di provincia nella provincia della Repubblica, entrai accompagnato per mano da un maresciallo dei Carabinieri, mio padre, che presentava suo figlio il più grande.

I bambini fecero ala muti  al mio ingresso, io ero l'intoccabile o un ladruncolo di sei anni preso in flagrante, questo si domandarono i futuri compagni di banco il giorno che fui investito del ruolo ufficiale di figlio grande del maresciallo.

La nonna non c'era e io non avevo un fratello grande e tutti vogliono un fratello grande a partire da mio fratello più piccolo Eugenio.

Mia Madre si preoccupò molto quando mio Padre glielo disse.

Mio padre mi parlò con molta cautela e io avvertivo una certa apprensione nel farmi quelle domande.

Poi fu il maestro, un piccolo politicante da consiglio comunale di matrice democratica ma soprattutto cristiana a allarmarmi quando capì che il temino che avevo scritto tutto solo, era tutto inventato e che avevo esposto il mio fianco.
Avevo chiesto di essere rimosso dal ruolo datomi.

Tema: Racconta a parole tue come è composta la tua famiglia e a chi vuoi più bene.

Svolgimento:
La mia famiglia Ë composta da papà, la mamma, io, Eugenio e da mio FRATELLO GRANDE.
Io sono molto affezionato a tutti, anche se con Eugenio ogni tanto bisticcio però gli voglio bene, se non mi rompe i giocattoli, ma soprattutto sono molto affezionato a mio fratello grande.
Quando giochiamo con gli altri bambini se qualcuno è cattivo, lui lo sgrida e lo caccia via.
Quando tutti quanti giochiamo a nascondino, a lui non lo trovano mai e vince sempre e ci trova sempre a tutti e io mi nascondo sempre con lui.
Io non posso usare la sua bicicletta perché è grande e cado, ma lui mi porta in giro dove voglio.
Sono molto contento di avere un fratello grande come lui.

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Dopo questa ammissione di incapacità a ricoprire il ruolo destinatomi, fui messo sotto osservazione particolare da tutti e questo cominciava a snervarmi.
Erano tutti turbati e premurosi e dopo qualche giorno papà mi chiese apertamente perché mi fossi inventato un fratello che non avevo se non mi mancava niente.
Ma a se stesso si domandava perché lo volevo più grande.

In compenso dopo qualche giorno arrivarono la nonna e la zia Pina che ancora non era sposata.

Fui molto contento di questo  ma proprio allora mi resi conto che tutti si aspettavano che io facessi veramente il primogenito e avevano chiesto i rinforzi per seguirmi perché ero strano.

Ma io ho calzato questi sandali per riconoscenza, perché mi chiamo Giovanni, perché io non sono nato 13 mesi prima per un aborto spontaneo di mia madre, perché se ce l'avessi fatta prima  avrei conosciuto mio nonno e mi avrebbero chiamato Eugenio e sarei stato un primogenito completo.

La nonna mi avrebbe voluto bene lo stesso, lo so, ma non come me ne ha voluto.

Non sono mai stato un primogenito e mi sono comportato da tale, sono diventato un primogenito quando ho letto per caso il diario di mio fratello, che lui sì che aveva un fratello grande e voleva che così fosse.

Io non sono mai stato quello che sono se non quando me lo hanno chiesto le persone che amo.

Non voglio essere un padre, un amante, un fratello un amico o cosa altro perché devo per forza essere qualcosa, ma sono stato un amante per chi mi ha amato un amico per chi si è confidato e un fratello grande a chi lo ha chiesto.

Forse un giorno farò anche il padre per amore di chi me lo chiede da tempo ma io non sarò mai un padre per chi nascerà fino a quando non me lo chiederà.
 

(peroscopo)
 

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